sessione di respiro

 

onda spiaggiaUna sessione di respiro ha inizio e si conclude ascoltando l’aria che entra e l’aria che esce all’interno del tuo corpo, senza null’altro da fare. Puoi lasciare che immagini e pensieri, se giungono, scorrano senza che dargli attenzione, rimanendo in ascolto del tuo corpo - dell’aria che entra e che poi esce -nient’altro che questo.

Allo stesso modo come l’acqua del mare accarezza la sabbia sulla riva fino a dove può arrivare, e poi si ritira per tornare, e così via, puoi immaginare rimanendo in ascolto, di accogliere all’interno del tuo corpo l’aria che entra e che dopo esce. Quel movimento iniziale di accoglienza seguito dal lasciare andare, quel prendere per poi donare, quel raccogliere per poi liberare, è il movimento della vita, poiché ogni volta che inspiro rinnovo il mio SI alla vita, ogni volta che espiro lo dono al mondo.

L’aria è energia vitale, è il ‘prana’ degli orientali che esiste in ogni cosa che ci circonda, è dentro e fuori di noi e nell’azione del respirare accolgo in me il mondo e dono al mondo me, c’è un costante ricevere e dare, dare e ricevere poiché – tutto è in costante mutamento –

Un percorso di “respiro consapevole” porta nel suo movimento a volte impercettibile, a far affiorare vecchi ricordi archiviati nelle cellule che risalgono ai primi momenti di vita, e questo spesso ti aiuta a dissolvere ‘pensieri limitanti’ apparentemente invalicabili. Nel quotidiano, puoi osservare comportamenti, abitudini e modi di fare che ti riproponi anche se quando non senti ti appartengano, ma poiché parte della tua storia, delle abitudini familiari, come tali continui ad accettarli e ad agire senza soffermarti ed evitando di ascoltarti.

Il respiro ti aiuta per l’appunto a fermarti, ad ascoltarti, ad arrenderti al tuo sentire senza giudicarlo, ti libera dall’abitudine di inscatolare, classificare, organizzare qualsiasi cosa accada; liberamente e naturalmente dando attenzione al processo in essere, tu spettatore meravigliato lasci che sia.

Prendersi un tempo per stare con te, fermo e attento si chiama presenza, da quello stato ogni cosa assume un altro peso che non è più dato dal tuo giudizio ma affiora dalla tua osservazione, dalla tua capacità di meravigliarti, da quella leggerezza che troppo spesso copri con altro.

Scegliere di seguire un percorso di Rebirthing accompagnato dal Rebirther, sessione dopo sessione, può mostrarti come naturalmente puoi sentire e scegliere di lasciare andare limiti e sofferenze alle quali ti sei stretto, ma che sono pronte ad andare. Puoi scegliere.

 

La respirazione quadrata

quadratoLa  “Respirazione quadrata” in origine Sama vritti, dal sanscrito sama "uguale" e vritti “movimenti o fluttuazioni”, è una delle tante tecniche di respirazione yogica, forse nota in particolare a chi pratica Pranayama. Si distingue dalle altre pratiche di respiro per la ripartizione in quattro fasi che si susseguono e definiscono il ciclo (dai cui "respirazione quandrata)"
Lo ritengo un buon modo per entrare in un contatto attento con il proprio respiro, coinvolgendo la mente stimola, in alcuni casi, più velocemente, uno stato di rilassamento generale. Infatti, l'esistenza di alcune regole, coinvolge in modo attivo la mente che attenta al compito da svolgere, aiuta l'intero corpo a rilassarsi.

La pratica

Per prima cosa sistemati in un luogo per te confortevole, stacca telefoni, computer, suonerie e qualsiasi cosa possa distrarti in questo tempo che ti dedichi.
Puoi fare questo esercizio a terra o seduto su di una sedia, in questo caso avendo l'accortezza di non appoggiare la schiena che è importante rimanga libera, eretta e allungata. Effettua questo esercizio respirando soltanto con il naso.
Come sempre comincia portando l'attenzione al respiro, ascolta il suono dell'aria che entra e dell'aria che esce, e mettiti in ascolto di quello che c'è (già questo è probabile provochi un cambiamento nel tuo respiro).
Con un tuo tempo porta la l'attenzione dal respiro all'interno del corpo, e, dove percepisci tensione, immagina di avvolgere la zona con il tuo respiro.
Continua ed esegui respiri   l e n t i    e   p r o f o n d i    . . .  l e n t i    e   p r o f o n d i  ... e ad ogni respiro accomodati sempre più profondamente all'interno di te stesso. Mantenendo la lo stato di respirazione raggiuntta comincia a:

  • inspira contando fino a sette (se senti che sette è troppo, conta fino a quattro);
  • trattieni il fiato contando fino a sette (se senti che sette è troppo, conta fino a quattro);
  • espira contando fino a sette (se senti che sette è troppo, conta fino a quattro);
  • trattieni il fiato contando fino a sette (se senti che sette è troppo, conta fino a quattro).
  • Ripeti la sequenza descritta senza interruzione per sette o dieci cicli.


Al termine rimani fermo e datti un tempo di puro ascolto, di quello che affiora, delle sensazioni, del tuo corpo e, godi della leggerezza raggiunta.

 Buona pratica

La Divinità nell'uomo

brahmaUna vecchia leggenda indù racconta che vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano Dei.
Essi però abusarono talmente della loro divinità, che Brahma – signore degli dei – decise di privarli del potere divino e di nasconderlo in un posto dove fosse impossibile trovarlo.

Il grande problema fu quello di trovare un nascondiglio.

Quando gli dei minori furono riuniti a consiglio per risolvere questo dilemma, essi proposero la cosa seguente: “seppelliamo la divinità dell’uomo nella Terra”.
Brahma tuttavia rispose: “No, non basta. Perché l’uomo scaverà e la ritroverà”. Gli dei, allora, replicarono: “In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli Oceani”.
E di nuovo Brahma rispose: “No, perché prima o poi l’uomo esplorerà le cavità di tutti gli Oceani, e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà in superficie”.
Gli dei minori conclusero allora: “Non sappiamo dove nasconderla, perché non sembra esistere – sulla terra o in mare – luogo alcuno che l’uomo non possa una volta raggiungere”.
E fu così che Brahma disse: “Ecco ciò che faremo della divinità dell’uomo: la nasconderemo nel suo Io più profondo e segreto, perché è il solo posto dove non gli verrà mai in mente di cercarla”.

A partire da quel tempo, conclude la leggenda, l’uomo ha compiuto il periplo della terra, ha esplorato, scalato montagne,scavato la terra e si è immerso nei mari alla ricerca di qualcosa che si trova dentro di lui.

 

Meditare è...

meditareMeditare è stare con te'.
Per gran parte delle pratiche che contemplano la meditazione, quando mediti lasci che la mente sia libera di vagare mentre tu porti l'attenzione al corpo; un buon mezzo solitamente è il respiro.

Ma, non per forza abbiamo bisogno di tecniche o pratiche per entrare in uno "stato meditativo".
Quante volte ci fermiamo a guardare il tramonto, il cielo, le montagne o il mare e tutto "scompare" tranne quello che ha catturato la nostra attenzione.
Non ci sono più rumori, non c'è più altro da guardare, e li rimaniamo per "un tempo non tempo" e non ci occorre nulla e stiamo bene come stiamo e con quello che c'è, dentro e fuori.
Bene, questa è meditazione.

Quante volte la nostra attenzione è nel camminare per un bosco, tra le montagne o per strada; passeggiare fianco acqua al mare o ad un ruscello; entrare nell'acqua e fermarsi: questo è meditare.
Se per caso ancora non lo avessi provato ti invito a farlo prestando attenzione soltanto al tuo respiro.

Ma anche rimanere fermi davanti ad un quadro, o aspettanto l'autobus, la metro o il treno; o ascoltando un suono, l'aria che entra e che esce nel tuo corpo, o "addirittura" lasciandosi totalmente affondare nel fare assolutamente niente può essere una forma di meditazione.
In pratica, ritengo che tutto ciò che ci dona pace, silenzio, armonia; tutto ciò che ci porta a stare profondamente in contatto con noi stessi sia meditazione.

E allra facciamo un altro passo, meditare non si confina ad un'orario, ad un luogo o ad un determinato spazio, Meditare non è un attività fisica o del fare.
Meditare è "vivere" e a questo serve imparare a meditare, a poco a poco, ognuno con i suoi tempi fa si che la pratica, il nostro allenamento, passi da "part-time" a "full-time".
Quando lo stare con me è la mia abitudine di base, allora medito in ogni cosa che faccio: mentre lavoro qualsiasi lavoro svolga,;davanti ad un computer o al mio smartphone; mentre faccio la spesa o preparo da mangiare; mentre cammino, o anche mentre parlo con qualcun'altro.
L'attenzione è e rimane in me, a grazie all'atenzione che si espande, continuo a calzare il mio corpo e mi muovo nella vita da dentro.

Buona pratica a tutti noi.

La mente è meravigliosa!

il pensatore

Durante gli insegnamenti e negli incontri individuali, mi viene spesso detto, ...perché sai, la mia mente, mi dice che... .
Sembra che quando si parla di noi, quando si condividono i nostri pensieri, ci sdoppiamo, come se una forza esterna ci soggiogasse; la mente è il motivo per cui non sono libero/a di essere chi sono; la causa per cui sbaglio o le cose non vanno come voglio.

Credo ci sia un equivoco di fondo che nasce dall'abitudine (pertanto da non presenza): ci asteniamo dal prenderci la responsabilità di quello che accade e proiettiamo fuori di noi la causa. Se non troviamo un capro espiatorio che solitamente è al di fuori di noi, è la mente che mi costringe, ed io non sono la mente!
Cambia pensiero ed entra in te attraverso il respiro e ascolta, guarda in silenzio cosa sta accadendo adesso che sei nel disagio, arrabbiato, spaventato, che sei nell'emozione e quindi fori dal tuo potere.
Che ti piaccia o no, per buona parte, se non tutta, quello che ti accade è generato, dal non osservato, dall'esimerti di prenderti, quella responsabilità, la colleghi a storia antica, lontana, a cause che forse neanche esistono e non perché sei folle, ma solo perché in quei momenti non sei con te.
E allora, se vuoi cambiare, ammesso che sia utile, l'unica cosa che puoi fare lo ripeto è fermarti.
Guarda e chiediti cosa c'è, cosa sta succedendo, ascolta il corpo, dov'è il tuo respiro in questo istante?
Non te lo aspettavi? non è giusto? non lo meriti? Esci dal "come dovrebbe", esci dall'ego e adesso usa la tua mente, esci dall'emozione alla quale ti sei attaccato scordandoti di te e guarda se c'è, cosa fare.

Una massima zen dice: se non puoi fare niente, non ti preoccupare; se puoi fare qualcosa, non ti preoccupare!

Guarda e osserva con attenzione cosa accade dentro e fuori, usa la mente insieme al resto del corpo, collabora con tutto te stesso, esci dalla separazione e rimani unito a te!
Tolle, in un suo libro scrive, l'Ego cerca per non trovare! quello se c'è, è il vero "nemico" non la mente!

E allora fai la pace con tutto te stesso, amati, sii fermo ma gentile, ed usa la mente, quando serve allo stesso modo con cui usi tutte le altre parti del tuo meraviglioso corpo.

un laboratorio per l'anima

Uno il laboratorio

Nella campagna dell’alta sabina, a Calvi dell’Umbria, insieme ad Anna, con tanto amore e con l’intento forte e chiaro di divulgare la pratica della presenza utilizzando tanti strumenti diversi, abbiamo creato uno spazio/laboratorio che vogliamo mettere a disposizione di tutti voi che sentite che è arrivato il momento di manifestare i vostri talenti.

A volte sentiamo l’impulso di offrire ciò che sappiamo ma non abbiamo a disposizione lo spazio.
Ora questo spazio c’è, insieme a un tornio per lavorare la creta, a una piscina scoperta, un panorama bellissimo e me ed Anna.

Facciamo insieme un calendario di attività.
Il laboratorio già propone giornate di:

  • Respiro consapevole
  • Incontri di meditazione
  • Pittura del mandala
  • Il suono in presenza
  • Consapevolmente. incontri di presenza
  • Manipolazione della creta
  • Feltratura della lana con Anna Maria Volponi
  • ...

 

Sia che tu voglia partecipare o insegnare, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonami.

portare presenza nel lavoro

video eckhart tolle

in questo periodo con Marina Borruso io ed altri tre maestri di presenza stiamo realizzando un "percorso" di consapevolezza in ambito lavorativo.

Abbiamo chiamato questa serie di incontri che si svolgeranno on-line:
come portare nel tuo lavoro leggerezza, gioia ed efficenza
perchè spesso il lavoro è la nostra principale fonte di stress.
Ognuno di noi vive una parte della propria vita in ambienti lavorativi, con ruoli, responsabilità, compiti differenti; viaggiando per il mondo o all'interno di un ufficio.
Ognuno di noi ha avuto in questi spazi ha avuto "momenti di consapevolezza", anche per un solo attimo tutto si allargava, cambiava la visione dentro e contemporaneamente fuori; questo grazie alla presenza a quell'attimo.
In questi incontri desideriamo vivere insieme e condividere cosa accade, e come lasciare che sia o come trasformarlo da uno stato di attenzione a quello che c'è.

L'intenzione è indicare come portare l'attenzione, ispirato anche da una frase (tradotta) di Echkart Tolle nel video che riporto in questa pagina, sul come "fai quello che fai"

Se vuoi contattarmi fallo, se sei interessato vai al calendario

 

 

il quinto elemento

V elementoil Quinto elemento, e non mi riferisco al film di Luc Besson, è la totale presa di responsabilità di quello che facciamo. In una sessione di respiro, non esiste "faccio bene/male" o "respiro poco/troppo" o altro ancora. Chi compie l'azione è nella totale attenzione dell'atto e

fa in modo che tutto ciò che fai vada sempre come meglio è possibile che vada

e questa è un'ottima regola generale da adottare nella nostra vita.

Esattamente all'opposto di quello che nelle "leggi di Murpy" ironicamente viene postulato, nella pratica del rebirthing l'intento di chi 'respira' è la base per cui tutto andrà come deve andare e comunque al meglio.
Nessuna aspettativa, poichè in essa si cela la mente, ma apertura e resa a quello che c'è.

Ieri mi hanno chiesto se il rebirthing ha controindicazioni. NO NESSUNA, salvo come si può evincere il pensare di fare, il controllare, il gestire,...

Per enorme fortuna di noi esseri umani la respirazione è autonoma, non condizionata dalla mente, altrimenti ogni tanto ci potrebbe capitare di assistere a morti improvvise causate dal fatto che qualcuno preso nel suo fare si dimentica di respirare!

 

scenario di nascita

baby anne geddesCome sono stato/a concepito, come ho vissuto il periodo della gravidanza e infine come sono nato, come sono nata?
Da quell'attimo prima del concepimento, per tutta la gravidanza fino al momento della nascita,
ogni accadimento viene memorizzata a livello cellulare, nell'assoluta innocenza dall'essere che sarà.
Ogni mio atteggiamento, modo di mostrarmi e di essere, sarà totalmente influenzato da quella memoria.

Sono nato a tempo? prima o dopo le "classiche 42 settimane"?
Ero desiderato/a, atteso, del sesso voluto?
Sono un figlio legittimo o no?

...e come è stato il parto? sono nato podalico o in altro modo?
Oltre a madre natura, qualcuno è dovuto intervenire per farmi nascere? come?

Nelle sessioni di rebirthing individuali, come negli esperienziali di gruppo, si dedica uno spazio allo scenario di nascita, a quelle memorie narrate dai genitori, parenti o amici presenti. Aquello che anche se non so come e perchè sono certo di ricordare.

Ogni scelta della vita che andremo a vivere, ogni accadimento che avverrà, ha avuto origine da un'accordo pattuito tra la mia anima e coloro che ho scelto e che hanno accettano di divenire mia madre e mio padre.
Qualsiasi cosa sto vivendo o mi è successa, per quanto strano possa apparirmi; non avviene per caso, ha un senso!
Mi dico che non capisco, che sono sfortunato, che non me la merito. Ma sento anche che non è così.
La paura solitamente è il motivo per la quale non la accetto e per cui fuggo.
Fermati. Ascolta il tuo respiro, rimani attento a quell'emozione senza diventare quell'emozione e con cura, con gentilezza arrenditi a quello che c'è.

 

 

 

ascoltare il respirare

soffioScrissi quello che segue al termine del percorso formativo come rebirther,
dopo aver ricevuto molte sessioni di respiro.
Nel cominciare a mia volta a far respirare gli altri,
coniai quello che poi è divenuto lo slogan che da allora mi accompagna: Rebirthing, il tocco del respiro

Sono all'ascolto del mio respiro,
entro in contatto con il movimento della mia cassa toracica
che si riempie e si svuota di aria.
Vado oltre, e come se fossi in contatto con ogni mia parte
Entro lentamente nella consapevolezza del mio respirare in modo privilegiato,
...più profondo,
mi sento accarezzato.
Sono in contatto con il mio "qui e ora".
Ascolto il ritmo della vita che scorre dentro me, avverto emozioni che solitamente non odo;
tutti i sensi sono più attivi, l'olfatto percepisce ogni fragranza che mi circonda;
avverto l'aria che mi accarezza e sono in contatto con il corpo, con i vestiti che lo coprono,
anche il gusto è vivo e allerta,
e sono sempre più profondamente in contatto con me stesso e con quello che sto vivendo.
...questo per me è rebirthing: il tocco del respiro

 

 

meditare in acqua

awa meditare in acquaDa sempre ho attrazione per l’acqua.

Per me acqua è motivo di gioia e di gioco,
dinnanzi ad un piccolo torrente come davanti alle gigantesche onde dell’oceano,
spesso mi fisso semplicemente a guardarla per lungo tempo, come ipnotizzato,
con la stessa intensità con la quale fisso un fuoco acceso nel camino.

Meditare in acqua, è per me un’esperienza particolare,
accade che l'acqua dentro e fuori di me si "accordano", il naturale abbbandono mi apre una dimensione di presenza e di resa nota e dimenticata:
sto’ con quanto c’è in quel momento, con quello che provo e che sento.

A volte mi sembra di girare su me stesso quasi come a danzare,
altre mi lascio andare verso il fondo per attimi di eternità, infatti il tempo è come se svanisse.

Quando l’esperienza si conclude, e la cosa avviene in modo naturale come quando mi sveglio riposato, serenamente riprendendo il contatto con il mondo fuori.

A volte comprensioni di situazioni sospese si mostrano e si sciolgono, e comunque,
la pace che alberga in me accompagnandomi nel fare quotidiano.

 

 

la meditazione in acqua è AWA

awa 0616Meditare nell'acqua è un appuntamento con me stesso,
è scegliere di stare in contatto con me stesso in uno spazio privilegiato.
Il silenzio e la morbidezza che posso cogliere immerso nell'acqua,
si incontra con la rigidità del mio corpo, con quei miei no che a volte non comprendo;
con l'idea che ho di me che si sostiutisce a quello che in realtà sento e so di me.

L'ascolto di me stesso attraverso il respiro è la porta di ingresso ad mio profondo sentire,
ad un intimo contatto nel quale e dal quale si muove l'espansione
un sussurro fermo e dolce che dice:
Lascia che la mente riposi e apriti alla vita

 

presenza e tecnologia

lavorare relaxMi capita di stressarmi davanti al computer perchè devo fare quel lavoro, ma...
Mi capita di perdermi quando sono al computer, perchè non so cosa fare...
Mi capita di far passare tempo davanti al computer fino ad anestetizzarmi...
Non so cosa fare e quindi accendo il computer e...

L'uso di computer, di tablet o smartphone è sempre più comune, è lo forse lo strumento di cui si fà maggiore uso sia al lavoro come per passa-tempo!

In casi come questi o simili, in realtà non voglio stare con me; illuso, cerco di occuparmi con un fare; vagando scelgo spazi da riempire nel quale perdermi, come quando accendo la televisione e gioco con il telecomando, senza essere li presente a quel fare.
Allo stesso modo ci allontaniamo da noi quando ci identifichiamo con 'stress lavorativo', fretta, col devo assolutamente fare/finire questo, ...è urgente.

Se mi sono indentificato nel leggere, la buona notizia è che posso scegliere di tornare a me in qualsiasi momento e  attraverso qualsiasi cosa. Durante la giornata posso mettere un timer vicino che ogni tanto suona e attraverso esso osservare dove sono, se lavoro posso attenendomi alle norme date nel lavoro d'ufficio nell'uso del computer e fermarmi per qualche minuto completamente, personalizzando lo sfondo del desktop con frasi o immagini che possano portare ad uno stato di quiete, evitando di coprirle con centinaia di file e cartelle!! O, navigare in rete alla ricerca di soluzioni già esistenti che aiutino a 'staccare'.
Sconsiglio qualsiasi cosa porti in un altro fare, è come passare 'dalla padella alla brace', ad esempio i giochi per rilassarsi o distrarsi [da te];
mentre privilegerei cose già fatte, dove già esiste una impostazione di default, se voglio posso scegliere quali opzioni attivare, e poi
...lasciarmi andare.

Bene, curiosando ho trovato.

  • https://www.calm.com/ si apre con un immagine (modificabile) e un suono rilassante.
    Sei al lavoro, sei stressato, senti la necessità di fermarti e non sai come, ecco una proposta da provare.
    Il sito offre varie opzioni personalizzabili, e varie offerte che ti guidano nel tuo "personal relax time".
    Puoi anche andare su http://www.donothingfor2minutes.com/ e per due minuti (tempo già impostato) fissare il monitor e...
  • http://www.loungev.com/ propone video "natura" disponibili su youtube da guardare, se ti riliassi e ti piacciono potrai acquistarli.
  • http://asoftmurmur.com/ ti permette di mixare vari elementi e a fine lavoro goditi l'opera che hai creato!
  • http://www.getrelaxed.com/ ti propone musica e immagini sulle quali fermarsi e stare.
  •  http://bomomo.com/ sito dove attraverso funzioni disponibili on-line puoi disegnare e che potrai salvare in locale sul tuo pc.
  • http://www.noisli.com/ invece ti fa giocare con i suoni, metre lo sfondo di colore uniforme cambia.
    Cosa simile anche su http://www.soundrown.com

Come scritto, dalla mia ricerca anche tra i link che riporto, prima della 'quiete' c'è un forte movimento verso il fare, posso se voglio osservare se la mente rimane calma o se la frenesia mi fa correre sui tasti o con il mouse.
Per tornare all'intento, la proposta che sento più adatta al caso e quella sul sito di calm.
Differente per caratteristiche e risultato ho trovato due applicazioni da installare in locale che mi sono particolarmente piaciute, e sono:

  • una piccola e semplice app sia per windows e per mac che una volta installata ogni 'x' tempo emette un suono di gong. Ottimo modo per tornare al presente, se mi sono perso http://iamfutureproof.com/tools/awareness/
  • e in conclusione quella che preferisco è http://eyeleo.com/download, una volta installata, la puoi parametrizzare (opzionale) e... prova e se ti va fammi sapere se ti è piaciuta!

Per chi vuole avere un 'memo alla presenza' sul proprio smartphone e tablet basta che acceda allo store solitamente già installato sul proprio dispositivo e cerchi attraverso parole chiave come 'relax' 'meditazione',... l'applicazione del caso.
Anche in questo caso la scelta è ampia, ma questo è solo un inizio poichè il punto non è trovare l'app giusta,
ma scegliere di incontrare se stesso e tutto ciò può essere un mezzo.

La presenza va coltivata, e specialmente all'inizio come detto, qualsiasi strumento è utile per aiutarci a ricordare dove sono, come mi sento.
 

AWA pratica del non fare

AWA fine sessioneun po' di anni fa, al termine di un suo ritiro di una settimana, fu proposto a me ed altri praticanti sull'insegnamento del potere di adesso, di praticare e sperimentare insieme la meditazione in acqua.
La fiducia verso la maestra di allora, unita alla passione nell'acqua e ad esperienze precedenti di rebirthing in acqua, non potevano farmi uscire che un SI super entusiasto.

Tante cose da allora hano preso forma e direzioni diverse, i movimenti si sono ridotti e ammorbiditi, allo stesso modo come lungo il corso di un fiume dove passa l'acqua avviene.
I movimenti dei corpi, sembrano a volte pesci altre lunghe alghe, sono totalmente abbandonati alla potente dolcezza dell'acqua che scorre e che vibra anche quando ferma appare.

Da quella ormai lontana formazione sei maestri continuano a camminare insieme, a condividere e guidare insieme la meditazione in acqua nelle proprie città e nei seminari insieme a Marina Borruso e sono: Anna Bulzoni, Carlo Baiesi, Giovanni Licandro, Lisa Pasquinucci, Marianna Bashirova e Pierluigi Monaco. ù

Ognuno di noi organizza periodicamente sessioni di insegnamento e meditazione in acqua, esperienze uniche perchè ogni incontro genera una nuova e propria alchimia.
Il corpo ricorda, la mente si placa e nasce un movimento sintonizzato alla vibrazione dell'acqua. ù


Chi riceve si appoggia con fiducia al Maestro, che da uno spazio di immobilità e silenzio interiore asseconda quello che la stessa acqua suggerisce.

Ogni volta è una nuova volta, ogni volta ricevo doni unici, e con umiltà ringrazio.

vivo perchè respiro?

 

apnea... o respiro perchè sono vivo?

E' sicuramente bene che il respiro avvenga senza l'intervento della mente, altrimenti troveremmo corpi senza vita in ogni luogo.
Se al respiro si anteponesse la mente, ci potremmo dimenticare di respirare, o cominceremo a porre chissa quali domande o a fare quali considerazioni!

Si narra che il budda racconti in una delle sue storie (più o meno) di quell'uomo che trafitto di una freccia si comincia a chiedere chi lo avesse colpito, e poi come fosse potuto accadere, e ancora perchè lo avessero colpito con quella freccia, e altro ancora... intanto, moriva dissanguato.
E poi di una altro uomo a cui accadde la stessa cosa, ed egli prontamente, comprende come estrarre la freccia e come curarsi.

MENTE o CORPO

Lascio che il respiro senza alcuna attenzione sia e che mi mantenga in vita, o scelgo di guardare, ascoltare cosa mi accade.
Soffoco in un'emozione tutto me stesso, o entro in contatto con il mio corpo senza resistere a quello che sta accadendo.
Trattengo il fiato e non ingoio? Divento paonazzo me non mollo!!
Si di solito, questo è quello che accade se vivvo fuori dalla presenza di me stesso; se adduco costantemente responsabilità di tutto quello che accade fuori di me.

In ognuno di noi c'è la quiete, l'osservatore che è in me fa la differenza; posso scegliere se essere presente, arrendermi a quello che c'è, e da li fare un passo, forse.

1, 2, 3... respira

 

naso canecome respiri di solito?

Già, come rispiri di solito?
Hai mai fatto caso a quella semplice azione fisiologica che ti permettere di rimanere in vita?
Banale e ovvia considerazione, sulla quale di solito non poggiamo la nostra attenzione.

Sempre più frequentemente  si fa riferimento al respiro. Praticare nuoto, un qualsiasi altro sport o frequentare una palestra farà si che si possano ricevere nozioni su come "controllare" il respiro, e come migliorare la nostra performance. Nello yoga impareremo a respirare in relazione alla pratica che faremo, nelle arti marziali ci insegneranno come quando e dove indirizzare il respiro. Per suonare uno strumento a fiato o se canti, imparerai un altro modo per usare il respiro.

Ma attento, stiamo considerando solo aspetti legati ad un fare!

E se stai per diventare mamma?  Troverai una vasta scenta di corsi per prepararti al lieto evento, dove imparerai a gestire ogni momento e ogni situazione.

In pratica, qualsiasi cosa si faccia o si pratichi, disporrai di informazioni e di modi finalizzati ad "usare" il  respiro; assimilera informazioni, su come allineare il corpo, memorizzare movimenti per migliorare, ottimizzare, essere "performante".

Vorrei portare adesso la tua attenzione su qualcosa che non si propone e limita all'adozione di una tecnica, desidero proporti di andare oltre.

Usciamo dall'uso del respiro per imparare a fare o migliorare, ed avviciniamoci al solo e semplice atto respiratorio al contatto con te stesso.

Poni attenzione ad ogni volta che inspiri e poi espiri e rimani fermo in ascolto. Può accadere che tu possa riconoscere una parte di te non osservata.
Mi riferisco ad ogni cosa che dai per scontata, a quei messaggi che il corpo ti invia costantemente a cui non dai attenzione.
Ti invito ad entrare in contatto con te stesso atttraverso il respiro, per far si che la separazione da te nella quale frequentemente ti sposti si mostri.
Non c'è un fare, non c'è un capire, un comprendere, un lavorare c'è  - SOLO STARE - DARSI ATTENZIONE - e il resto, se può accade.

Il respiro consapevole e circolare adottato nel rebirthing è perfetto per questo, entri nel respiro e lasci andare il freno a mano. Nel tempo una nuova informazione si sostituirà e potrai fruirne nel tuo vivere quotidiano, a prescindere da chi tu sia e/o qualsiasi cosa in cui tu creda.
Il respiro circolare è un semplice mezzo, potente ed efficace, per lasciare andare antiche memorie, per sciogliere pensieri, credenze, per liberarti dall'ego.
In questo trovi la magia della vita, l'essenza divina dell'Essere, dove il tempo non esiste e la sofferenza spesso scompare, e questo accade ogni volta che scegli te stesso.

...e allora: 123 respira!

 

scrivere sul respiro

Aysem Aksoy BreathNel maremagnum della rete, si trova una quantità di informazioni sulle tecniche di respiro e su quanto la storia narra in riferimento ad esso. Da sempre il respiro è mezzo per raggiungere, attraversare, passare da uno stato ad un altro. Nella bibbia si fa rifermento alla creazione della vita attraverso l'"afflato divino" come anche nel corano, nei testi sacri Veda, nel pranayama e nella pratica yoga, nella meditazione di ogni popolo della terra, nella psicologia, nello sport.

In ambito medico ad esempio cito due tra i professionisti che hanno dedicato lungo tempo alla ricerca, allo studio e alla realizzazione di "tecniche".
Lo psichiatra Stanislav Grof, padre della psicologia transpersonale e della "respirazione olotropica" concretizza un mezzo attraverso il quale raggingere uno "stato non ordinario di coscenza". Questa tecnica elaborata inizialmente per alleviare la sofferenza nei pazienti (nei vari stadi) malati di cancro, poi nel trattamento di pazienti "psicologicamente traumatizzati" fa uso dell'LSD. Grof è  fautore di un approccio clinico degli stati psichici che difinisce come "emergenza spirituale", cercando di offrire un modo per portare il paziente ad un naturale processo di guarigione e sviluppo psicologico. Nel progredire delle sue ricerche si spinge oltre facendo uso personale dell'SLD, che in terapia individuale che in gruppo. Nei suoi libri parla in modo esautivo di quanto scoperto e di molte delle esperienze vissute.
Il dottor Konstantin Pavlovich Buteyko dedica la sua vita professionale all'osservazione, lo studio e l'applicazione di una "tecnica di respiro" rivolta a chi soffre di problemi respiratori, in particolar modo asmatici. grazie ai suoi studi trova il modo di portare alla guarigione o comunque ad un'importante stabilizzazione del "malato" anche se seondo quanto scoperto definisce che l’asma più che una malattia, è una reazione difensiva con la quale l’organismo cerca di impedire "danni".

Interessante osservare che l'uso attento del respiro ancora una volta evidenzia quanto il corpo umano sia in grado di autoguarirsi. Il dott. Buteyko come medico con la sua scoperta ci dona un metodo scientifico per guarire il corpo, senza entrare nei meandri della mente e della psicologia, si limita specificatamente al fatto e trova un possibile rimedio. Grof come psichiatra e ricercatore costruisce un ponte di congiunzione tra la scienza e spiritualità, vede e contatta il risultato della malattia e della sua deviazione e cerca di andare oltre, proponendo al paziente un contatto al di fuori dello spazio e del tempo di quell'istante. Raggiungere stati di coscienza non ordinari è da un un punto di vista quel ponte, lo stesso che molti yogi praticano nel pranayama.

Già in altre occasioni ho scritto in merito al respiro rebirthing che da più di 10 anni pratico e propongo. Nulla di quello che faccio ha a che fare con quanto descritto, ciò nonostante ho avuto modo di assistere a profonde trasformazioni avvenute a sola opera dell'essere, che resposabilmente sceglie di accedere a se stesso ed entrare profondamente nel sentire. Quel ponte che separa per abitudine culturale la mente dal corpo si dissove e l'UNO si mostra e si unisce all'essenza divina che ogni essere E'.  Portare attenzione a qualcosa che avviene naturalmente, che ci mantiene in vita e sul quale ciò nonostante nel quotidiano raramente osserviamo. Mi capita di sentire: "io non respiro!" ovvia menzongna dato che in quel momento chi sta parlando è vivo; il punto ancora una volta è la mancanza di attenzione all'atto e quindi al corpo.
Grazie all'intezione, all'attenzione e alla resa, spesso mi trovo ad incontrare e accompagnare persone ansiose che trovano il modo di convivere o ridurre il proprio stato ansiogeno; "malati" d'asma (io per primo) che non scelgono più di subire repentini attacchi asmatici e quando questo avviene comunque è diverso. Le emozioni non sono più un fiume prorompente che rompe argini e ingoia tutto quello che incontra, ma energia che posso accogliere e in essa stare.

L'essere è sano è in grado di osservare e di curarsi, nella psicologia umanistica non esiste il "paziente" ma il "cliente" come Rogers dimostra con suo operato, l'essere è capace di riconoscere e attingere alle proprie risorse, nel rebirthing chi accompagna fa ancora un passo indietro; in parte guida, ma fondamente assiste al processo che nel silenzio e nell'attenzione del respiro si compie.

 

I'immagine scaricata da pinterst è di Aysem Aksoy

 

Rebirting "on-line"

intervista in VRadio

intervista vradio 17Essere intervistato, trovarmi davanti ad un microfono è stata una bellissima esperienza sotto diversi punti di vista uno ad esempio, perchè ho avuto modo di parlare di quello che faccio in un contesto inatteso.
Per quanto una parte di me fosse tranquilla, l'emozione era forte, ho avuto così modo di rimanere in contatto attraverso il respiro, con me e con quello che c'era intorno a me, ho praticato quello di cui parlavo cercando di fare come meglio ho potuto in quel momento, il parlare dal sentire raramente commette errori.
Riascoltarmi dopo tempo mi è servito nuovamente, la mente ha attivato pensieri giudicanti di ogni forma e tipo, e come accade mi sono separato fino a quando, ancora una volta, non mi sono arreso a quello che c'era a da li "lascio che sia cio che è".
Un po' di passato ha fatto capolino, strare in una radio di oggi ha acceso ricordi di quando trasmettevo in radio (circa 35 anni fa'). Tranne mixer, microfono e lo speaker tutto era diverso.
Ho potuto scegliere se lasciarmi andare a quei ricordi chiari e forti nella mia memoria e ad ovvi confronti e paragoni, o, come ho fatto godermi l'esperienza e curiosare e domandare come potevo.

Ogni cosa è un insegnamento, in ogni occasione è possibile entrare in contatto con noi stessi; questo non significa che non commettere errori e che tutto andrà in modo perfetto, questo significa che comunque sia saremo come moglio possiamo sempre accanto a noi. Sicuramente cambia il punto di vista, forse quello che ne consegue.

Grazie _/||\_

 

NB: per ascoltare e vedere l'intervista clicca sull'immagine o quì

 

reiki energia universale

reiki 2

Un antico insegnamento attraverso il quale puoi "sintonizzarti" con l'energia dell'universo.
Ho incontrato il Reiki nel febbraio del 91', strana attrazione per uno che allora si definiva un
"San Tommaso" quell'incontro mi aprì un differente modo di vedere me stesso e la vita.
Ho conosciuto e frequentato molti Master Reiki e con loro ho fatto tante differenti esperienze e nel 97' divenni anche io Reiki Master.
Bello condividere e altrettanto e profondamente intimo insegnare!
 
Questo insegnamento deve essere divulgato a tutti, ci aiuta a ricordare la semplicità della vita, a conttatare il nostro potere di autoguarigione, ci insegna a comprendere il valore della responsabilità.

Reiki è l’energia vitale universale che ci circonda, presente ovunque, conosciuta da sempre.
Rei, energia universale onnipresente.
Ki, energia universale presente in tutto ciò che vive. 

Riscoperto, nel XIX secolo, dopo una lunga ricerca dal monaco cristiano Mikao Usui, si è diffuso in tutto il mondo e, nel suoinsegnamento originale, viene diffuso attraverso tre livelli di consapevolezza:

  • con il primo livello si lavora prevalentemente sul corpo fisico. Si viene attivati attraverso l’apertura dei canali e viene insegnato come effettuare trattamenti fisici su se stessi e su gli altri. Durante il seminario è prevista un’esperienza pratica.
  • Il secondo è il livello del mentale, che permette anche di fare trattamenti a distanza con l’utilizzo di simboli. Si viene attivati ai simboli e viene insegnato come utilizzarli.
  • Il terzo livello lavora sul piano della coscienza e sullo spirituale.

Tutti possono diventare canali Reiki mediante semplici attivazioni, non occorre avere attitudini particolari, ne acquisire conoscenze specifiche.

L'energià, il Ki, è già in noi, l'attivazione è un "risintonizzarsi", come si faceva con la radio per centrare il segnale dell'emittente che volevamo ascoltare
Lo puoi "usare" subito dopo il seminario, puoi aiutare te stesso, gli altri. L'operatore Reiki è colui che si mette al servizio, e funge da canale “energetico” tra l’energia universale e chi viene trattato.
Ripristina la capacità di auto-guarigione  e “lavora” sulla  propria armonizzazione, avviando chi lo pratica verso un processo di riequilibrio energetico e la possibile eliminazione di blocchi.

 

 

yingyangRESPIRO CONSAPEVOLE - essere nel presente
Giovanni Licandro, insegnante di respiro e di presenza
scrivia@giovannilicandro.it   | skype: giovanni.licandro  |  mobile: 349 1992313

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